"Caratteristiche"
-
Pennapiedimonte è un paese pedemontano ubicato a mt. 669 s.l.m. ai piedi della Majella, su un costone da dove si domina sia il Vallone Tre Grotte, sia il paesaggio esterno fino all'Adriatico. "Il balcone d'Abruzzo" così l'ha definito Ettore Moschino famoso poeta e scrittore Aquilano degli anni venti. La popolazione al 31/12/96 era di 617 persone. Come abitanti, uno dei Comuni più piccoli della provincia di Chieti, che ne conta 104, ma al contrario uno dei più grandi come estensione, difatti estende il suo territorio per ben 4.716 ettari, con un dislivello di 2.400 mt. circa, che va da contrada Laio mt. 255 s.l.m. a Monte Focalone mt. 2.676 s.l.m., contribuisce con la quasi totalità del suo territorio al nuovo Parco Nazionale della Majella.
Un'altra, delle caratteristiche del nostro paesino e che conserva intatta l'asprezza delle rocce da cui è stata staccata, Pennapiedimonte offre ampi esempi di architettura fatta di pietra viva, con le pietre angolari ed i blocchi delle case squadrati e martellati, le finestre e le porte hanno forti cornici di pietra lisciata, di notevole bellezza e varietà sono i capitelli realizzati per abbellire porte e balconi, ancora ben conservati sono le figure di visi di donne, bambini, angeli, di frutti, di animali, espressione della fantasia dei nostri scalpellini.
Il paese con la sua disposizione a scalare, genera delle particolarità quasi uniche, dalle molte viuzze interne all'abitato, entrando al primo piano di alcune case, ci si affaccia da finestre e balconi anche dal 4° piano
Pennapiedimonte, come un po tutti i paesi del circondario ha conosciuto il fenomeno dell'emigrazione, in particolare nell'immediato dopoguerra, Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Australia, Uruguay, Svizzera, Germania e Belgio, sono i paesi dove risiedono molti nostri compaesani, in Italia invece, le città di Milano in principal modo, poi Torino e Roma contano molti altri Pennesi, che specialmente nel mese di Agosto quando tornano per le ferie, ridanno al paese una vivacità inconsueta, le case, per la maggior parte dell'anno vuote, e le stradine interne, si rianimano. Tutti aspettano il 16-17-18- Agosto, giorni per le tradizionali celebrazioni dei Santi protettori di Penna, S. Antonio, S. Rocco e S. Brigida, con la processione delle statue per le vie del paese, le consuete serate allietate da Orchestre e Complessi ed i tradizionali fuochi pirotecnici.
La chiesa del 1600, di impronta Barocca, crea un singolare contrasto con l'architettura che la circonda, per il suo aspetto quasi mediterraneo, di un bianco insolito tra le pietre grige della Majella. Al suo interno, possiamo trovare pregiate opere in pietra locale, quali l'altare e le acquasantiere, lasciate in dono da alcuni dei più bravi scalpellini, oltre ad alcuni quadri di pregevole fattura.
Infine il pennese, che incarna in pieno il detto sugli Abruzzesi "forte e gentile", sempre disponibile verso il prossimo, ha nel sangue la tempra e la volontà dei suoi antenati, che hanno saputo ricavare da un  impervio costone roccioso il paese in cui viviamo, di cui sentiamo vivo l'interesse a conservarlo integro affinchè i nostri figli e le future generazioni, possano ammirare cosa hanno potuto realizzare gli antichi "pennesi", con la sola forza delle braccia e della volontà.
 

Ritorno alla pagina principale