Innanzi
tutto il nome, Pennapiedimonte, "La Pinna ai piedi del monte", la "Pinna" è
la formazione rocciosa che sovrasta il paese, per noi pennesi il "Cimirocco",
"ai piedi del monte" perché sorge ai piedi della Majella. Questa
Pinna che si trova in località "Balzolo" mt 705 s.l.m., comunque la si
guardi, da Est come da Ovest, è somigliante ad una donna seduta col capo
chino, nell'atto di accudire qualcosa fra le proprie braccia. Antiche
tradizioni orali, suffragate anche da qualche testo, identificano la "donna
seduta" nella Dea Maja che, di passaggio per l'Abruzzo, perse il proprio figlio
Mercurio, e venne nel Vallone di Penna, oggi "Vallone
tre Grotte", a dargli sepoltura. Dato il suo aspetto strano, quasi soprannaturale,
fu adorata come vera divinità pagana, sia dai pennesi, che dai paesi
vicini. Pertanto da questa "Pinna" raffigurante la Dea Maja, ebbe origine il
nome Majella, con cui s'identifica tutta la montagna soprastante.
Le origini-
si può tranquillamente affermare che Pennapiedimonte, anticamente "Pinna"
avesse già dal V-IV secolo a.C., nel suo territorio, un abitato.
Lo dimostra un ritrovamento archeologico del 1982,
di alcune tombe in contrada Fontana, durante un lavoro di sbancamento per la
costruzione di un campo da Tennis, lavoro che fu subito sospeso. Le
tombe, tutte realizzate con lastre di pietra liscia ben rifinite, hanno dato
alla luce dei corredi funerari con una interessante varietà di oggetti
d'uso, di ornamenti personali sia femminili che maschili.
Una in particolare, rivelava la presenza
in buono stato di conservazione di un cinturone di bronzo,
di una lancia, e di altri manufatti d'uso comune, particolari che fanno ritenere,
che si trattasse di un Capotribù. Gli
oggetti, ivi ritrovati, si trovano presso il Museo Archeologico di Chieti e
presso il Museo sulla necropoli italica nella Torre Romana in via Umberto I°,
inaugurato il 11-05-03. Altri
ritrovamenti, sempre casuali nei decenni passati, ad
opera di contadini, sono andati persi, perché non davano
nessun'importanza al fatto. Molti testi antichi
assegnano ai Frentani il possesso dei territori compresi tra Ortona, Pennapiedimonte
e Vasto. L'Antinori A. nel suo libro "Antichità storiche" vol. I-cap.
1 e 2 scrive: "I Frentani di origine Sannitica, avevano la loro sede tra i Marrucini
e gli Apuli. Lungo tali confini si trovano i comuni di Tollo, Canosa, Pennapiedimonte,
Palena, Juvanum, Celenza, Montefalcone, Casacalenda, Colletorto e Ripalta".
Mentre i sigg. Del Villano e Di Tillio nel loro libro
"Abruzzo nel tempo" affermano essere i Frentani un popolo di stirpe "Umbro Sabellica"
e proveniente appunto dall'Umbria. Il
Dott. Giuseppe Perseo, nostro concittadino, in un suo articolo apparso sulla
rivista "Trekking" n. 9 del 1986 scrive: "Alcune tradizioni orali riconoscono
nella "Grotta della Pennicciola", situata nei pressi del paese, una dimora sannitica".
E ancora, con riferimento alla sopracitata necropoli, "E' stata portata alla
luce una necropoli del 500 a.C., della tribù dei Carecini, associata
ai Sanniti. I predetti gruppi di popoli
che, man mano capitarono sul territorio di Penna, scelsero come prima dimora
le pendici del monte "Ugni", ove trovarono i pascoli, la legna, l'acqua, e la
valle per l'agricoltura, inoltre il luogo era pieno di grotte naturali, molto
utili per nascondersi e difendersi. In
seguito cominciarono a trasferirsi nell'attuale sito di Pennapiedimonte paese,
molto più comodo e solatio, che essendo meglio esposto, la neve in primavera
scioglieva presto, rendendo i pascoli prima disponibili. Un'altro
testo antico, in latino, del poeta Silio Italico, nato a Roma nel 25 d.C., nell'VIII
libro delle "Guerre puniche", parlando di eserciti romani in preparazione nei
dintorni di Penna, scriveva i seguenti versi "Pinnam virentem............,
Pascuaque haud tarde redentia tondet Avellae" -
"La Penna verdeggiante, posta sul monte dell'Avella, tra ulivi e vezzose erbette".
Le informazioni su Penna antica non sono tante, data
la scarsa importanza avuta nel corso dei secoli, ma un dato di fatto è
che Penna fu abitata fin dall'età della pietra e del bronzo, che questi
insediamenti furono vari, che le civiltà si sovrapposero, a causa di
guerre, epidemie e calamità naturali.
Qui mi fermo per quanto riguarda la storia antica
di Penna, per quella più recente ne farò menzione negli altri
articoli, quali le "Caratteristiche", "L'economia", "Statistiche", etc.
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Bibliografia:
- Domenico Di Medio- "Parla Pennapiedimonte" Eurografica
Edizioni 1988 da cui sono tratti anche alcuni -
brani di:
- Antinori A., "Antichità storiche".
- Del Villano e Di Tillio, "Abruzzo nel tempo".
- Perseo Giuseppe, inserto n.9 del 1986, della rivista
"Trekking".
- Silio Italico, VIII libro "Guerre puniche"